Gabriele Morero - Grafico Webdesigner SEO

Gabriele Morero per “Duemila”, mensile di informazione culturale del nordest

La continua crescita professionale nella moderna realtà del lavoro di Gabriele Morero.

Tratto da “Duemila”, mensile di informazione culturale del nordest – n.6 giugno 2013

Buongiorno a tutti,
oggi propongo una parte dell’intervista da me rilasciata per il mensile “Duemila”, che voglio ringraziare per l’interesse dimostratomi e per avermi dato la possibilità di far conoscere il mio lavoro nel nordest Italia.

Gabriele sono molti anni che è attivo nel settore creativo?

Ho aperto la mia ditta individuale nel 2011, ma è dal 2008 che mi muovo in questo settore, rapportandomi con creativi, giovani designer, artigiani e programmatori. Ogni esperienza vissuta mi ha arricchito, fornendomi nuovi spunti utili nelle sfide successive e, sopratutto, mi ha fatto crescere sia a livello professionale che umano permettendomi di creare una rete di relazioni e conoscenze utili per lo svolgimento del mio lavoro.

Ci può raccontare qualcosa del suo percorso dagli anni della formazione?

Si potrebbe dire che è proprio dopo essermi laureato che è iniziato il mio percorso di formazione; non intendo discutere dell’utilità o meno del mio percorso formativo, ma bensì del mio approfondire, da autodidatta, temi che reputavo importanti conoscere per ampliare le mie conoscenze e diventare effettivamente competitivo sul mercato.
Contemporaneamente alla mia ricerca di lavoro, inviando curricula e mendicando uno stage, svendevo qualche lavoretto per crearmi un portfolio scontrandomi con il mondo del lavoro e le sue problematiche.

Successivamente decisi che dovevo ampliare le mie conoscenze sul web 2.0, in modo da poter arrivare a fornire un servizio, il più completo possibile per il cliente, e sopratutto che non fosse legato da fornitori terzi per permettermi di aumentare la percentuale di guadagno. Decisi quindi di “abbandonare” la grafica cartacea, la quale impone ovviamente i costi legati allo stampatore, per fornire autonomamente servizi più “astratti” dei quali potevo impiegare il 100% del mio impegno senza dovere compensi a terze persone.

Sono numerose le richieste che riceve da potenziali clienti oppure è lei in prima persona a contattare la clientela?

Devo dire che, solitamente, è il cliente stesso a contattarmi. Sono state poche le volte in cui sono andato a presentarmi a potenziali clienti, senza oltretutto ottenere grossi risultati. Sopratutto in quest’anno, è il cliente stesso a contattarmi, a volte mandato da altri clienti mediante “passa-parola”, oppure perchè cerca su Google qualcuno che possa aiutarlo e, trovandomi tra i risultati, arriva a scrivermi tramite il mio sito web.

Quali sono le esigenze che per la maggiore contraddistinguono chi si rivolge a lei?

Quasi la totalità dei clienti ha esigenze legate al mondo del web. Io credo che, grazie alla diffusione di smartphone e tablet, sia un periodo in cui le persone si rendono conto di avere oramai un sito obsoleto o da aggiornare perchè non più fruibile sui nuovi supporti.

La maggior parte delle richieste riguarda veri e propri re-styling, se non addirittura migrazioni dei siti su altri tipi di tecnologia; oppure realizzazioni di siti o blog perchè sentono il bisogno di avvicinarsi al mondo del web 2.0, o perchè molti di loro fanno affidamento a servizi online che offrono siti già preconfezionati e finiscono con lo scoprirsi insoddisfatti a causa dei limiti imposti da quel tipo di sistema; alcuni vogliono solo migliorare il posizionamento, cioè la visibilità sui motori di ricerca del proprio sito, ma sopratutto nel mio caso, sono sicuramente pochi i clienti che necessitano di lavori di grafica cartacea o editoriale.

La vita di un grafico e web designer ai tempi del 2013…

Possiamo dire che la vita di uno che, oggi, vuole mettersi a fare questo mestiere è sicuramente in salita, anche se credo che lo sia per qualunque altro tipo di attività indipendente, in cui si sceglie di mettersi in gioco. Personalmente sto assistendo ad un aumento del lavoro, ma credo sia il risultato di due anni di “gavetta”, passati a seminare e coltivare potenziali clienti.

A mio parere, chi vuole intraprendere questa professione deve anticipare i tempi, iniziare già in fase di studio a crearsi una rete di relazioni tra futuri collaboratori e potenziali clienti, farsi conoscere vivendo nuove esperienze, formative e non, in ambienti diversi, partecipando a concorsi o svendendosi a amici-clienti in modo da crearsi un proprio portfolio lavori acquistando professionalità e credibilità.

Il suo lavoro le richiede parecchi spostamenti oppure la via telematica la facilita non poco?

Internet rende le cose molto più semplici. Non ho bisogno di spostarmi continuamente, se non per andare a parlare ai clienti all’inizio o alla fine del progetto; alcuni di loro non li ho nemmeno mai visti perchè risiedono in altre regioni d’Italia o in altri stati europei, in questi casi si comunica tramite mail o chiamate su Skype e si condivide il materiale online.

I suoi pensieri sull’attuale situazione del nostro Paese a confronto anche di altre realtà non solo europee.

Ovviamente la situazione non è delle migliori, poichè in mancanza di soldi si tende a risparmiare e ciò che riguarda il nostro lavoro è una delle prime cose ad essere tagliate. Più in generale, poche sono le aziende in grado di rimanere “a galla” in questa situazione di stallo poichè, in mancanza di soldi, sono costrette a cercare più lavoro il quale, sicuramente, sarà pagato poco. A questo punto queste aziende che riescono a trovare maggior lavoro, avranno bisogno di maggior personale per poterlo svolgere ma, dovendo limitare il budget, non possono assumerlo (spesso anche volendo) con un contratto decente a causa dell’elevata tassazione, con la conseguenza che: molte aziende ne approfittano, sfruttando i giovani, proponendo loro stages infiniti, o soluzioni contrattuali incredibili; come è successo qualche giorno fa ad una mia amica, alla quale volevano proporre una remunerazione di 100€ mensili per rimanere a casa, in attesa e con disponibilità, in attesa di un’eventuale maternità o malattia di qualcuno dei dipendenti dell’azienda.

Io credo che, impegnandoci e cambiando alcuni approcci poco sostenibili, possiamo cambiare questa situazione. Credo occorra cambiare modo di lavorare e di rapportarsi con gli altri, unirsi in collaborazioni piuttosto che cercare sempre di “fare le scarpe” al prossimo. Solo così è possibile andare avanti, continuando a sperare un cambiamento nella situazione statale italiana.

Parlando invece di Europa, non vivendo la situazione lavorativa estera, non sono in grado di fare dei paragoni, anche se ammetto di rimanere perplesso ogni volta che, dall’estero contattano me: un web-designer di Torino. Forse i web-sedigner stranieri sono troppo costosi?

Chi sono i suoi idoli di riferimenti per quanto riguarda l’arte a computer o la storia dell’arte?

Oggi tutto si muove talmente veloce che occorre tenersi costantemente aggiornati. Nel mio lavoro occorre conoscere gli sviluppi delle ultime tendenze e delle tecnologie per rimanere al passo e offrire al cliente un prodotto o servizio sempre valido. Anche in questo utilizzo molto internet seguendo, ad esempio su Twitter, personaggi di spicco di vari settori che comunicano a tutti le ultime novità. Perciò, per quanto riguarda il mondo del web, seguo ed uso le risorse messe a disposizione da Giorgio Taverniti, interagendo con la sua community per la risoluzione di differenti problematiche. Seguo lo stesso tipo di approccio in relazione al mondo della grafica: comprando libri e seguendo forum e social network come Pinterest, alla ricerca di ispirazioni date da artisti come Craig Frazier o Marian Bantjes.

Quanto tempo le occorre la fase di progettazione, di realizzazione, anche di un semplice sito web oppure di un lavoro più o meno impegnativo?

La risposta a questa domanda potrebbe essere:”dipende”. Ovviamente l’impegno varia a seconda del tipo di progetto e, sopratutto dalla capacità del cliente di svolgere i “compiti a casa” che io assegno, inoltre si deve far comprendere al cliente che esistono tre aspetti che difficilmente coesistono nella realizzazione di un lavoro: la velocità, l’efficacia e l’economicità. Il cliente solitamente è costretto a scegliere solo 2 di questi aspetti poichè non è possibile, ad esempio, spendere poco per ottenere subito un lavoro efficace o di qualità.

Al di là di questo, ho sperimentato che, collaborando con altri grafici in grado di fornirmi un mock-up completo dell’interno sito, mediamente si riesce a “montare” un sito in 3 giorni. Nel quotidiano, ripeto, dipende dalle esigenze e impegno del cliente, è possibile realizzare un piccolo blog anche in un giorno, ma per un sito vetrina direi che occorre un arco di tempo che va da 2 settimane a 6 settimane.

Coltiva anche altri interessi? E’ più facile vederla al cinema, ad un concerto oppure a qualche inaugurazione di una mostra importante?

Possiedo diverse sfaccettature, ognuna delle quali è caratterizzata da un proprio interesse, forse perchè, a modo mio, sopporto poco la routine. Lavorando come web-designer possiedo un mio lato “Nerd” che mi aiuta nello svolgere il mio lavoro, e a divertirmi nella vita quotidiana: aiutato dal mio lato “Hipster”, in questo periodo, mi sto dedicando al restauro e alla personalizzazione di alcune biciclette vintage per quelli che definisco essere “esercizi di stile”; il mio lato “Creativo” unito a quello “Pratico” mi permette di concretizzare questi “esercizi” dandomi piacere e soddisfazione nel portare avanti questi “hobby fai-da-te”.

Proprio perchè non sopporto la “routine”, non ho sempre avuto queste passioni. Tendo a cambiare, a dedicarmi ogni volta a qualcosa di diverso e mettermi alla prova. Così come smontavo e rimontavo il motorino a quindici anni, ora mi dedico a ciò che questo periodo mi offre.

Stessa filosofia la applico nello sport. Dopo aver praticato nuoto per tre anni, al momento sono impegnato con il pugilato e, sinceramente, non so cosa altro praticherò tra due anni. Non sono un massimo esperto di una singola disciplina sportiva, ma avendo praticato un po di tutto, riesco bene ad adattarmi alle differenti situazioni e, ad essere “di compagnia”: ad esempio se è inverno si va a sciare o sullo snowboard oppure a pattinare; se è estate si può andare a nuotare, giocare a pallavolo, andare in bicicletta, ecc…
Più in generale, è possibile incontrarmi in ognuna delle possibilità citate nella domanda. Può capitare la serata al cinema o trascorsa all’inaugurazione di un locale, tutto dipende da cosa ha voglia di fare chi mi invita. Sicuramente, sono la persona più felice del mondo se “vivo” qualcosa di nuovo.

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